Analisi Logica



Come si fa l’analisi logica di una frase?

A differenza dell’analisi grammaticale, che individua la categoria lessicale di ogni parola, l’analisi logica si focalizza sul rapporto logico-sintattico tra le varie parti della frase.

In questo articolo spieghiamo in modo semplice come si fa l’analisi logica di una frase, andando a esaminare nel dettaglio tutti gli elementi che la compongono.

Come fare l’analisi logica

Quando si fa l’analisi logica, bisogna distinguere i vari elementi in base alle loro funzioni all’interno della frase. Questo processo avviene in quattro passaggi, seguendo quest’ordine:

  1. Individuare il predicato, ovvero il verbo;
  2. Individuare il soggetto;
  3. Individuare il complemento oggetto (se presente);
  4. Individuare attributi, apposizioni e altri complementi (se presenti).

Il predicato (o verbo)

Il predicato è il verbo della frase ed è il primo elemento che deve essere individuato quando si fa l’analisi logica. Ci sono due tipi di predicati: il predicato nominale, che è formato dal verbo essere, detto copula, e una parte nominale, detta nome del predicato, e il predicato verbale,

Vediamo degli esempi. Nel caso di “Paolo è un calciatore”, è presente un predicato nominale (“è un calciatore”). Invece, nel caso di “Paolo canta una canzone”, è presente un predicato verbale (“canta”).

Il soggetto

Il soggetto è la persona, l’animale o la cosa che compie l’azione nella frase attiva, mentre nella frase passiva è colui o colei che la subisce. Vediamo insieme un esempio. Nella frase attiva “Paolo ha visto un film”, Paolo compie l’azione di vedere, dunque è il soggetto della frase. Nella frase passiva “Il film è stato visto da Paolo”, “il film” è il soggetto perché subisce l’azione.

Attributi e apposizioni

Gli attributi e le apposizioni sono due particelle che consentono di attribuire una qualità al nome a cui si riferiscono. La differenza tra le due sta nel fatto che l’attributo è un aggettivo o un participio passato di un verbo, mentre l’apposizione è un nome.

Esempio: nella frase “Paolo ha visto un film bellissimo”, “bellissimo” l’attributo del complemento oggetto. Nella frase “Paolo, un imbianchino di Pistoia, ha visto un film”, “imbianchino” è un’apposizione riferita a Paolo, che è anche soggetto della frase.

Complementi

I complementi servono a completare le informazioni della frase e si dividono in tre categorie: diretti, indiretti e avverbiali.

I complementi diretti si collegano all’elemento a cui si riferiscono senza bisogno di preposizioni. I complementi indiretti utilizzano preposizioni o locuzioni per riferirsi all’elemento che regge la frase. I complementi avverbiali sono invece quei complementi composti da avverbi, locuzioni avverbiali o aggettivi con funzione avverbiale.

1. I complementi diretti

I complementi diretti sono in tutto tre: il complemento oggetto, il complemento predicativo del soggetto e il complemento predicativo dell’oggetto.

2. Il complemento oggetto

Il complemento oggetto è sicuramente il più importante dei complementi diretti. Infatti, indica l’oggetto dell’azione, dunque è il terzo elemento che va individuato nella frase dopo il predicato e il soggetto. Questo complemento risponde alla domanda “chi? che cosa?”.

Nota che il complemento oggetto è presente solo nelle frasi rette da verbi transitivi, ovvero quelle che possono essere distinte tra attive e passive. Tuttavia, anche in questi casi, non sempre è presente.

Esempio: “Ho bevuto la coca cola.” In questo caso “la coca cola” è il complemento oggetto della frase. Tuttavia, nella frase “Paola mangia a casa”, non è presente alcun complemento oggetto, anche se “mangia” è un verbo transitivo.

3. Il complemento predicativo del soggetto

Il complemento predicativo del soggetto è un nome o un aggettivo che completa il significato del verbo, riferendosi al soggetto. Si trova da solo o introdotto da preposizioni come “da”, “come”, “per” e “in qualità di”. Di solito è retto da verbi copulativi, effettivi passivi, appellativi passivi, estimativi passivi ed elettivi passivi.

Ecco un esempio: “Leonardo di Caprio è considerato un grande attore”. In questo caso, “attore” è un complemento predicativo del soggetto, retto da un verbo estimativo passivo e riferito al soggetto “Leonardo di Caprio”.

4. Il complemento predicativo dell’oggetto

Il complemento predicativo dell’oggetto è l’equivalente del complemento predicativo del soggetto con la differenza che si riferisce all’oggetto invece del soggetto. Si trova da solo o introdotto da preposizioni come “da”, “come”, “per” e “in qualità di”. Di solito si presenta dopo verbi copulativi, effettivi attivi, appellativi attivi, estimativi attivi ed elettivi attivi.

Ecco un esempio: “La giuria ha nominato Paolo consigliere”. In questo caso, “consigliere” è un complemento predicativo dell’oggetto, retto da un verbo elettivo attivo e riferito al complemento oggetto “Paolo”.

5. I complementi indiretti

La categoria dei complementi indiretti è molto vasta. Per memorizzarli bene, ti consigliamo di studiare la domanda che permette di individuarli e/o la preposizione che li introduce, considerando anche e analizzare il contesto della frase in cui si trovano.

6. Il complemento di specificazione

Il complemento di specificazione serve a specificare il significato della parola che lo procede e risponde alla domanda “Di chi? Di che cosa?”. In base al tipo di rapporto, si può distinguere tra attributivo (“il buio della notte”), di possesso (“la borsa di Paola”), di pertinenza (“è il compito dei pompieri”) o di parentela (“la zia di Giulia”).

7. Il complemento di denominazione

Il complemento di specificazione non deve essere confuso con quello di denominazione, che risponde alla domanda “di quale nome?”. In pratica serve anch’esso a specificare il nome proprio di una certa località.

Ad esempio, nella frase “La città di Barcellona è bella”, troviamo come complemento di denominazione “di Barcellona”.

8. Il complemento di argomento

Il complemento di argomento indica l’argomento di cui si parla, si scrive o si studia, dunque risponde alla domanda “Di cosa? Di che argomento?”. Oltre a “di”, può essere introdotto da “su”, “sopra”, “circa”o dalle locuzioni preposizionali “intorno a”, “a proposito di” etc.

Ad esempio, nella frase “Il libro di matematica è noioso”, troviamo come complemento di argomento “di matematica”.

9. Il complemento di agente e di causa efficiente

I complementi di agente e di causa efficiente si trovano solo nelle frasi passive e indicano la persona che compie l’azione. Mentre il complemento di agente risponde alla domanda “Da chi?”, dunque indica il caso in cui una persona compie l’azione, il complemento di causa efficiente risponde alla domanda “Da che cosa?”, dunque indica il caso in cui una cosa o un’istituzione compie l’azione.

Esempio: “Sono stato baciato da Giulia”. In questo caso, “da Giulia” è un complemento di agente.

10. Il complemento di termine

Il complemento di termine indica la persona, l’animale o la cosa su cui ricade l’azione espressa dal verbo. Infatti, risponde alla domanda “A chi? A che cosa?”.

Esempio: “Ho detto a Paola di stare zitta”. In questo caso, “a Paola” è un complemento di termine.

11. Il complemento di mezzo e il complemento di modo

Sia il complemento di mezzo sia il complemento di modo sono introdotti dalla preposizione “con” e, per questo motivo, causano un po’ di confusione. Vediamo insieme come distinguerli.

Il complemento di mezzo risponde alla domanda “Con che mezzo? Con che strumento?”.

Esempio: “Vado a scuola con l’autobus”. In questa frase, “con l’autobus” è un complemento di mezzo.

Il complemento di modo risponde alla domanda “Come? In che modo?”. Dunque, per distinguerlo, devi pensare se si potrebbe sostituire con un avverbio di modo dal significato analogo.

Esempio: “Paolo cammina con calma”. In questa frase “con calma” è un complemento di modo.

12. Complemento di compagnia e di unione

Il complemento di compagnia e d’unione risponde alla domanda “Con chi?”.

Esempio: “Sono andato al concerto con un’amica”. In questa frase, “con un’amica” è un complemento di compagnia.

13. Il complemento di causa e di fine

Anche il complemento di causa e quello di fine vengono spesso confusi perché entrambi vengono spesso introdotti da “per”. Vediamo insieme come distinguerli.

Il complemento di causa indica il motivo, la causa per cui è avvenuta l’azione espressa dal predicato. Dunque, risponde alla domanda “Perché? Per quale motivo?”.

Esempio: “Paola non ha dormito per il caldo”. In questa frase, “Per il caldo” è un complemento di causa.

Il complemento di causa indica lo scopo o il fine per cui avviene un’azione espressa dal predicato. Dunque, risponde alla domanda “Con quale fine? A che scopo?”

Esempio: “Sto studiando tanto per l’esame”. In questa frase, “Per l’esame” è un complemento di fine.

14. Complementi di luogo

Per indicare il luogo si possono usare diversi complementi.

Il complemento di stato in luogo risponde alla domanda “Dove?”. Di norma è introdotto da “a” o “in”.

Esempio: “Paolo si trova a Napoli”.

Il complemento di moto a luogo risponde alla domanda “Verso quale luogo?”. Dunque, di solito è introdotto da “a” o “verso”.

Esempio: “Sto andando a casa”.

Il complemento di moto da luogo risponde alla domanda “Da dove?” quando il soggetto compie uno spostamento o un movimento da un luogo verso un altro.

Esempio: “Sto partendo da casa”.

Il complemento di moto per luogo risponde alla domanda “Attraverso dove?”.

Esempio: “Sto passando attraverso il parcheggio”.

Il complemento di allontanamento/separazione, in maniera simile al complemento di moto da luogo, risponde alla domanda “Da dove?”, con la differenza che indica un allontanamento o una separazione da qualcosa o qualcuno.

Esempio: “La mia casa è lontana dalla mia scuola”.

15. Complemento d’origine/provenienza

Il complemento di origine risponde alla domanda “Da dove? Da quale origine”. A differenza del moto da luogo, in questo caso non è inteso un movimento/spostamento. Infatti, è introdotto da verbi come nascere, discendere, derivare, generare o da nomi e aggettivi come origine, provenienza, discendenza, proveniente, nativo.

Esempio: “La lingua spagnola deriva dal latino”. In questa frase, “dal latino” è un complemento di origine/provenienza.

16. I complementi di tempo

Esistono due tipi di complementi per parlare della durata temporale di un’azione.

Il complemento di tempo determinato indica il momento esatto in cui accade un’azione, dunque risponde alla domanda “Quando?”.

Il complemento di tempo continuato risponde invece alla domanda “per quanto tempo?” e indica per quanto si è protratta l’azione.

Esempio: “Lunedì Paolo ha mangiato per 15 minuti”. In questa frase, “lunedì” è un complemento di tempo determinato, mentre “per 15 minuti” è un complemento di tempo continuato.

17. Il complemento di età

Il complemento di età risponde alla domanda “A che età?” e indica appunto gli anni della persona quando ha compiuto una certa azione (Esempio: “Paolo ha divorziato a 45 anni”).

18. Il complemento d’abbondanza/privazione

Il complemento di abbondanza/privazione risponde alla domanda “Di cosa è povero? Di cosa è abbondante?” (Esempio: “Paolo ha mangiato senza soldi”)

19. Il complemento di qualità e il complemento di materia

Il complemento di qualità risponde alla domanda “Con quali caratteristiche?” ed è introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da” e “con”.

Esempio: “Paola indossa un vestito a righe”. In questo caso, “a righe” è un complemento di qualità.

Attenzione a non confonderlo con il complemento di materia, che risponde alla domanda “di cosa è fatto? Di che materiale?”.

Esempio: “Paola indossa un vestito di lino”. In questo caso, “di lino” è un complemento di materia.

20. Il complemento di paragone

Quando si fa un paragone, il secondo termine del confronto viene indicato dal complemento di paragone, che risponde alla domanda “Più di chi? Meno di chi?”.

Esempio: “Paola è più alta di Giovanna”. In questa frase, “di Giovanna” è un complemento di paragone.

21. Complemento di limitazione

Il complemento di limitazione risponde alla domanda “Relativamente a cosa?”. Dunque, serve a specificare il limite entro il quale si compie un’azione.

Esempio: “Giovanni è bravo in inglese”. In questa frase, “in inglese” è un complemento di limitazione.

22. Complemento di colpa

Il complemento di colpa risponde alla domanda “Per quale colpa?” e si distingue dal complemento di causa perché è sempre retto da verbi come accusare, imputare, condannare, processare etc. (Esempio: “Paolo è stato arrestato per furto”).

22. Complemento di vantaggio/svantaggio

Il complemento di vantaggio/svantaggio risponde alla domanda “A vantaggio di chi? A svantaggio di chi?”.

Eesempio: “La donna fece di tutto per suo figlio”. In questa frase, “per suo figlio” è un complemento di vantaggio perché indica la persona a favore della quale la donna ha compiuto l’azione.

23. Complemento partitivo

Il complemento partitivo indica l’insieme all’interno del quale si trova l’elemento di cui si sta parlando, dunque risponde alla domanda “Tra chi? Tra che cosa?”. È introdotto dalle preposizioni “di”, “tra” e “fra”.

Esempio: “Vorrei un po’ dei tuoi soldi”. In questa frase, “dei tuoi soldi” è un complemento partitivo.

Schema di come si fa l’analisi logica

Fatti di questo servizio

🧐 Tipo di analizzare: Logica
🔍 Lingua: Italiana
📝Per chi: Studenti e Scolari
😊 Tipo di utilizzare: Gratis e Veloce

Video di Video di come si fa l’analisi logica

1. Analisi logica di una frase con predicato di forma attiva (da Viaggio tra parole e regole)

2. L’ANALISI LOGICA in italiano: Impara a distinguere Soggetto, Predicato e Complementi 🇮🇹

3. L’analisi logica – primi passi

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( 12 valutazioni, media 4.08 da 5 )
Francesca Sofia Cocco/ autore dell'articolo

Con una laurea in International Economics and Management presso l'Università Bocconi alle spalle, ha 5+ anni di esperienza in traduzioni e scrittura. Ha collaborato per diversi giornali, cartacei e online, tra cui L’Unione Sarda e Notizie.it

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Commenti: 23
  1. Massimo

    Fa schifo questo sito :evil:

    1. Admin

      Mi dispiace. A volte il sito potrebbe non funzionare. :sad:

  2. Anna

    Nn ha analizzato niente :evil:

    1. Admin

      Scusatemi. Tutto dovrebbe funzionare ora. ;-)

  3. alessandro

    bellissimo, ottimo lavoro mi aiuta sempre nei compiti e per i video sono daccordissimo :idea: :lol:

    1. Admin

      Grazie mille Alessandro :oops:

      Il sito è ancora in modalità di test, quindi i risultati potrebbero presentare degli errori.

      Stiamo lavorando per migliorarlo. :idea:

  4. fggn

    molto bello :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :mrgreen: :idea:

  5. Gabriele

    ci mette un po’, ma fa il suo lavoro :idea:

    1. Admin

      Si, e vero. Purtroppo lavora lento. :sad:

      Pero lavoriamo per farlo meglio.

  6. Dan1el

    Ma è normale che non riesce a eseguire l’analisi logica? :cry:

    1. Admin

      Perche no, Daniel? Tutto funziona. Poi fare video per favore per fa vede, dove non funziona? Grazie.

  7. Abigail

    ;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

    1. Admin

      Si? 🤔

  8. Una Persona a Caso (M A U R I Z I O)

    Sito facile con Grafica semplice e Funzionante! ;-)

    1. Admin

      Grazie Maurizio ;-)

  9. Nikole

    Fa schifo!
    Ho scritto la frase ed sparita metà ….

    1. Admin

      Scusa Nicole. Prova di usare il voce per inserire il testo. Grazie.

  10. luca

    funziona tutto trane che scompare meta frase!! spero che risolviate questo problema grazie.

    1. Admin

      Ciao Luca. Grazie di commento. Proveremo a risolverlo.

  11. Ilaria

    è davvero ottimo mi ha aiutato tantissimo grazie spero con questo commento di farvi felici e aiutarvi ciaooooo grazie ancora di tutto

  12. Ilaria

    è stato utilissimo grazie di tutto
    ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️😍😍😍😍😍👍👍👍👍😊😊😊😊😊😊😂😂😂😂

  13. Ilaria

    è stato utilissimo grazie di tutto

    1. Admin

      Ma Grazie tantissimo Ilaria ❤️😍😊

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